Oggi nella mailing list del
MontelLUG si discuteva di
Facebook, e della possibilità di usarlo per scopi di promozione del
Free Software.
La cosa mi ha fatto riflettere e ho deciso di pubblicare qui la mia riflessione perché ho l'ardire di credere che possa interessare anche altri, che non leggono quella mailing list. Una scelta, per chi ha occhi per vedere, che è già una presa di posizione.
> Premessa per i babbani (persone senza poteri informatici)
In questo post parlerò di nerd, anche se la mia intenzione era parlare di attivisti del software libero.
Le due categorie non sono perfettamente sovrapponibili: anche se fatico a immaginarlo, devo supporre che esistano molti nerd che non usano software libero. E di certo negli anni sono nati molti utenti di software libero che non sono nerd (o meglio lo sono, ma molto meno rispetto ai veterani).
Per il mio ragionamento comunque possiamo assumere che i due gruppi coincidano: l'utente Linux medio è comunque più nerd dell'utente Windows medio. E il nerd medio è di solito più bendisposto verso il software libero rispetto al babbano.
Quindi da qui in poi quando dico nerd, i babbani possono leggere "il tipico smanettone che ama e promuove Linux".
> Fine della premessa
Se siete babbani, vi stupirà scoprire che il nerd non è -, non sempre, non necessariamente - un visionaro lanciato verso il futuro e sempre in cerca di nuove cose, quanto piuttosto il contrario, un appassionato dedito ad appronfondire e perfezionare la conoscenza degli strumenti in suo possesso. (Per darvi un'idea delle proporzioni, nella discussione in corso non si discute nemmeno del fatto che
ispetto alla mailing list Facebook sia uno strumento
poco serio, ma persino che lo sia un forum. Figuriamoci.)
Il nerd non è sempre in attesa della prossima Big Thing, non si vanta con gli amici di avere un account power user su Volunia o di essere stato un early adopter, per non dire un beta tester, di G+.
Spesso il nerd ha con l'informatica un rapporto simile a quello che ha un attivista di Slow Food con il cibo.
Molti nerd stanno al computer come un buongustaio, se non un cuoco, sta a MacDonald.
Si capisce quindi perché molti di loro disprezzino Facebook (ma più in generale, temo, le cose nuove) come i luoghi dell'incompetenza, delle marchette e della fuffa. Provate a cercare un LUG su facebook: se avete un'idea anche approssimativa delle dimensioni mondiali del fenomeno dei LUG, capirete che su Facebook sono un'assenza che fa rumore, specie se li confrontate con la presenza di altri tipi di attivismo.
È comprensibile che i nerd disapprovino un uso spesso infantile, irresponsabile, edonistico e scarsamente consapevole dell'informatica. E che vogliano restarne fuori, come utenti. E possono farlo. Fortunatamente Internet è terra di libertà, ancora.
Se però un nerd vuole essere anche un attivista del software libero, le cose cambiano. Chi vuole impegnarsi per una causa può interrogarsi se le sue personali inclinazioni sono di ostacolo alla causa stessa. Naturalmente ognuno dà a una causa quanto può e vuole dare, ma credo che se una persona decide di impegnarsi per un obiettivo, significa che dentro di sé ha deciso che il raggiungimento di quell'obiettivo vale più del tempo o dell'impegno che dovrà spenderci.
In sostanza, chi lotta per una causa sa che la causa è più importante della fatica che si fa per vincerla.
Quindi, a meno di non sposare una causa per motivi diversi dalla causa stessa (noia, bisogno di appartenenza, elitarismo, esibizionismo...), il vero attivista tende a fare quel che è meglio per la causa, non quel che gli dà più piacere fare mentre lo fa.
Non che tutto debba essere una tribolazione costante, è chiaro che fa piacere darsi da fare.
Ma non crediate che fare diffusione del software libero sia sempre divertente solo perché è una causa giusta. Al milionesimo utonto* che viene a chiederti per la milionesima volta la stessa cosa, che basterebbe googlare per risolvere, ti viene lo sconforto. Non è divertente farlo, è solo giusto, e ti fa sentire bene perché è un piccolo sacrificio per la causa.
Le cause danno soddisfazione, ma richiedono impegno e sacrificio. Se no, sono degli hobbies.
Personalmente, da attivista della promozione e diffusione del software libero, mi sono chiesto se era bene per me lasciarmi coinvolgere da questi strumenti poco trasparenti e liberi. E mi sono adeguato ad usare, e poi a proporre e difendere, questi media poco ortodossi, come un social network proprietario e cialtrone o un modo più user friendly** di presentare ai babbani un iniziativa o un progetto.
Il risultato che si ottiene con questo atteggiamento è di essere etichettato dai nerd come markettaro, nella migliore delle ipotesi. Uno che ama vendere fuffa.
La mia riflessione parte da qui e volevo fissare due punti fermi.
Non voglio dire a nessuno come pensare, vi espongo solamente come mi regolo io.
Ci crediate o no, non amo follemente il marketing.
Non adoro Facebook come la più grande invenzione della storia (quello è Internet).
Semplicemente li uso.
I nerd passano tutto il tempo sulla tastiera, per usare il pc. Ma nessuno pensa che siano "amanti della tastiera": è solo uno strumento. Al momento, il migliore per interagire col pc. Tutto qui.
Lo stesso vale per Facebook: nella scelta dello strumento il mio criterio è "Quanto può aiutarmi a raggiungere il fine?" e non "Quanto mi piace usare questo strumento?".
Scopo dei LUG è promuovere e diffondere la conoscenza del software libero.
Il marketing serve a massimizzare e ottimizzare le interazioni.
I social sono lo strumento per avere più interazioni possibile.
Se queste sono le premesse, a me non serve altro.
Io non rinuncio alla possibilità di realizzare il mio fine perché sono un utente troppo avanzato per compromettermi con uno strumento dilettantesco e "poco nobile".
Amo il free software al punto che sono disposto a sporcarmi le mani, per raggiungere chi non lo conosce.
Se su Facebook c'è tanta fuffa, tanti giochini, tanto spam e poca netiquette, è proprio perché è un luogo di ignoranaza informatica: quale posto più indicato per gente che dice di voler diffondere la cultura informatica? Come nella parabola evangelica, il medico non visita i sani: cosa pensereste di un dottore che non visita i pazienti malati perché lui "si occupa solo di salute"?
- Sant'Antonio predica ai pesci -
Con le dovute riserve, un attivista del software libero è come un predicatore: è in possesso di una verità che può rendere la gente libera e ha deciso di impegnarsi a portare questa verità agli altri. Orbene:
Il predicatore mediocre predica in chiesa fra i credenti.
Il predicatore prudente predica in piazza fra la gente per bene.
Il buon predicatore predica nei bassifondi e nei bordelli.
m.
-
Note, sempre per i babbani
* Utente medio. :-)
**user friendly, eye candy, look and feel e altre espressioni del genere rappresentano tutti quegli accorgimenti che rendono un software o servizio facile, piacevole e divertente da usare. Il nerd medio le vede come "cazzate per bambini deficienti". :-)